Innanzitutto, chi sono i sostenitori della pelliccia? chi ha interesse a mantenere il mercato? in verità la risposta non è così semplice come potrebbe sembrare, anzi è complessa. Si potrebbe dire che è un business che ha le sue cellule un po' dappertutto, dalle case di moda, alle aziende produttrici di mangimi per animali, ai grossisti, ai commercianti al dettaglio, dalle boutique, ai grandi magazzini, alle aziende chimiche (concia), agli allevamenti intensivi per animali destinati all'alimentazione umana. Ci sono molte persone impiegate nel settore, molti guadagnano il pane quotidiano sul sangue degli innocenti. Le case di moda e gli stilisti, guadagnano ben di più che il pane quotidiano, sfruttando i più deboli, rendendosi, a volte consapevolmente, molto più spesso inconsapevolmente, tra i maggiori responsabili del massacro di animali "da pelliccia".
Ecco uno schema che illustra la complessa rete del settore della pellicceria (da "Gli effetti socio-economici dell'allevamento di animali da pelliccia in Europa, IFTF).
Clicca per vedere lo schema ingrandito:
Da qui si possono dedurre gli enormi interessi che stanno sotto il mercato della pelliccia. il giro d'affari è di grandi proporzioni. Si capisce dunque perchè il settore cerchi tutti gli espedienti immaginabili e possibili per mantenere il macabro mercato e perchè nonostante la pelliccia sia un capo anacronistico (preistorico), inutile, assassino e con un notevole impatto ambientale... si continuino a vendere pellicce ed inserti!
Chi sono i "pellicciai"?
Nel mondo: IFTF - l’International Fur Trade Federation è una federazione indipendente di 35 associazioni e organizzazioni nazionali di pellicceria -
In Europa: EFBA - European Fur Breeders' Association -
In Italia: AIAV - Associazione Italiana Allevatori di Visoni -
AIP - Associazione Italiana Pelliccerie -
La maggior parte della gente si sente a disagio ad essere vista mentre indossa una pelliccia o un accessorio di pelliccia, simbolo di insensibilità nei confronti degli animali e di ignoranza. Altri non vogliono sprecare denaro per questo tipo di lusso fittizio. Ci sono, dopo tutto, infiniti modi di tenersi caldi ed essere alla moda.
Gli interessi commerciali di riproduttori, allevatori, esportatori, importatori, grossisti, commercianti al dettaglio, boutique, grandi magazzini e case di moda, ecc. stanno crollando! Tale calo delle vendite di pellicce, registrato anche in passato, ha determinato:
- La ricerca, da parte del settore, di nuove strategie di mercato (capi di vestiario di pelliccia accessibili a chiunque; gli stilisti stessi hanno deciso che le rifiniture di pelliccia sono “chic” e “trendy”, e stanno contribuendo al rilancio di questo prodotto, per maggiori dettagli su questo argomento leggere QUI). Per questo i pellicciai e gli stilisti che utilizzano pellicce hanno investito milioni di euro sui mass media (pubblicità, promozioni, sponsorizzazioni, feste con testimonial celebri, regalie varie ai giornalisti…) ed imposto una sorta di "silenzio" mediatico omertoso sull'argomento. Il tentativo di rilanciare la pelliccia passa attraverso la "normalizzazione" del prodotto.
- Falsa informazione: i pellicciai cercano di rassicurare il pubblico sul fatto che a loro sta a cuore il benessere degli animali, che gli animali allevati stanno benissimo e sono felici di essere trasformati in pellicce, che la pelliccia è un capo naturale ed amico della natura, che se non ci fossero i "trappers" a controllare gli animali selvatici, la natura andrebbe in rovina, e tante altre menzogne atte a gettare fumo negli occhi e a mascherare la realtà.
Le forze animaliste sono impari: si tratta dunque di una battaglia culturale che potrà imporsi soltanto quando le nostre coscienze avranno superato la fase dell'indifferenza e del rifiuto a conoscere quello che si nasconde dietro la pelliccia.
